Ostetricia e Ginecologia

Cambio abilitato

La ginecologia ha per oggetto lo studio dell’apparato genitale femminile e si occupa della gravidanza
e del parto. Esistono numerosissime sottobranche, tra le quali la procreazione assistita e l’ecografia.

In quali occasioni ci si rivolge al ginecologo?
Si va dal ginecologo per le patologie del seno (ipertrofia, infiammazione, tumefazione…),
dell’utero (tumori benigni, displasie…) o della vagina. Lo si consulta inoltre per farsi
prescrivere un contraccettivo (pillola, spirale) e durante la gravidanza e la menopausa.
In sintesi, è spesso l’interlocutore privilegiato in ogni tappa della vita di una donna.

La riforma dell’assistenza sanitaria ha imposto di consultare un medico di base prima di
rivolgersi a uno specialista, ma è bene sapere che questa disposizione non riguarda i ginecologi.
Puoi quindi rivolgerti direttamente ad un ginecologo di tua fiducia.

Con quale frequenza si va dal ginecologo?
Più o meno una volta all’anno, ma se soffri di dolori nella regione pelvica, di emorragie,
di perdite anomale, oppure se senti un rigonfiamento all’interno di un seno, non perdere tempo.
 Il tuo ginecologo è un partner fondamentale per la prevenzione. Sarà lui a prescriverti pap-test,
 mammografia, densitometria ossea… a seconda dell’età che hai e della tua anamnesi.

Quali sono le persone più a rischio?
Le persone con molti precedenti, a livello personale e familiare. Soprattutto per quanto riguarda
 il tumore della mammella. Seguono a ruota le donne in menopausa, che presentano la più alta incidenza
 dei tumori femminili, vale a dire del tumore della mammella, del collo dell’utero, delle ovaie, della
 vulva e della vagina.

Come ci si prepara per la prima visita?
Anamnesi personale: sforzati di ricordare a quanti anni hai avuto le prime mestruazioni la data di inizio
 delle eventuali precedenti gravidanze. Se soffri di ipertensione o di diabete è importante che tu lo faccia presente al medico;
Anamnesi familiare: ci sono casi di tumore nella tua famiglia? Di malattie cardiovascolari, di diabete o di eccesso di colesterolo?
Cure mediche: stai seguendo una terapia? Sei allergica a qualche tipo di farmaco?
Documenti da portare con te: recupera la tua ultima mammografia, i risultati dell’ultimo pap-test e delle
analisi del sangue più recenti.

Come si svolge la visita?

Una visita dura in genere tra i 20 e i 30 minuti.
Comprende, oltre al controllo della pressione e del peso, una palpazione dei seni e un esame ginecologico.
Quest’ultimo consente di verificare se vulva, vagina, collo dell’utero e ovaie sono in buone condizioni.
Per effettuare questo esame, il medico introduce nella vagina della paziente un piccolo strumento di metallo,
stretto e lungo, chiamato speculum. L’esame viene poi completato da una esplorazione vaginale: con l’indice
protetto da un guanto, il medico palpa delicatamente gli organi genitali interni. Può anche effettuare uno striscio.
Naturalmente è necessario che la parte esaminata sia nuda, ma non serve spogliarsi completamente. Se sei un’adolescente,
per saperne di più consulta il nostro articolo la mia prima visita.

Le parole da conoscere quando sei incinta
    Lo striscio (pap-test) i I è un esame indolore. Consiste nel raccogliere le cellule del collo dell’utero
e del fondo della vagina con una piccola spatola. L’analisi in laboratorio delle cellule permette di rilevare
l’eventuale presenza di germi;
    La TOS (terapia ormonale sostitutiva) consiste nel somministrare all’organismo gli ormoni che non è più in
grado di produrre dopo la menopausa. In seguito alla pubblicazione di numerosi studi.
    La mammografia è una radiografia di entrambi i seni. Permette di individuare i tumori a uno stadio precoce.
Nell’ambito del Piano anti cancro è stato predisposto uno screening a livello nazionale. L’obiettivo è permettere
 a tutte le donne tra i 50 e i 74 anni di effettuare gratuitamente una mammografia ogni due anni;
    La densitometria ossea è una semplice radiografia che consente di verificare le condizioni delle ossa e dello scheletro.
E’ sicuramente il miglior strumento di diagnosi dell’osteoporosi attualmente a disposizione dei medici. Purtroppo non è
 sempre rimborsabile dal servizio sanitario nazionale.

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