Allergologia delle prime vie aeree

Cambio abilitato

La rinite allergica, anche detta “febbre da fieno”, la rinite allergica è una condizione dovuta all’infiammazione e all’irritazione nasale.
Allergologia delle prime vie aeree
Allergologia delle prime vie aeree
Prezzo
0,00
La rinite allergica, anche detta “febbre da fieno”, la rinite allergica è una condizione dovuta all’infiammazione e all’irritazione nasale.
Si distinguono una rinite acuta, se la condizione dura meno di 6 settimane, ed una rinite cronica, se i sintomi sono persistenti.
La rinite appare dopo l’esposizione a particelle presenti nella polvere, nelle muffe, negli animali o nei pollini e a cui alcuni soggetti sono allergici. La rinite allergica può essere stagionale o perenne: nel primo caso i sintomi si presentano durante i mesi primaverili (da marzo a giugno) e all’inizio dell’autunno; questi sono i mesi durante i quali vi è la presenza di pollini nell’aria. Nel secondo caso, invece, la rinite si protrae per tutto l’anno ed è solitamente legata alla presenza di polvere di casa, animali domestici e muffe. Alcuni soggetti, solitamente colpiti da rinite allergica perenne, sperimentato un peggioramento della condizione durante la primavera e l’autunno per la sopravvenuta presenza dei pollini.
I sintomi tipici della rinite allergica sono tosse, prurito, naso gocciolante, congestione nasale, aumento della lacrimazione.
Questi sintomi vengono causati dalla liberazione di istamina da parte del sistema immunitario, in particolare dalle immunoglobuline E (IgE) che attaccano la sostanza che riconoscono come estranea. L’istamina dilata i capillari del naso, provocando una iperproduzione di muco, prurito, gonfiore e aumento della lacrimazione. Non c’è modo di prevenire la rinite allergica, se non evitando l’esposizione agli allergeni che la provocano. Può servire quindi utilizzare materassi e cuscini anti-allergici ed eliminare i tappeti per quanto riguarda l’allergia alla polvere, e restare a casa durante i mesi più a rischio di presenza di pollini (per l’allergia ai pollini).
Per effettuare la diagnosi di allergia respiratoria e per riconoscere l’allergene (o gli allergeni) che scatenano la febbre da fieno esistono numerosi test.
Ha grande importanza il colloquio con lo specialista perché durante questo primo approccio il medico indaga il tempo ed il modo di esposizione all’allergene tramite domande sull’ambiente di lavoro o di casa, sulle abitudini alimentari, di tempo libero, sulla storia familiare e, non da ultimo, sull’intensità e la frequenza dei sintomi sperimentati durante le crisi allergiche.
Accanto al colloquio rivestono grande importanza i test cutanei, quelli più efficaci e più comuni per questo tipo di condizione; essi, infatti, sono semplici da condurre, poco dispendiosi, danno risultati precisi e, soprattutto, immediati.
Nel caso questi test non siano sufficienti, solitamente, li si associa ad una ricerca nel circolo sanguigno di IgE.
La rinite si cura, come tutte le allergie, evitando l’esposizione all’allergene che la provoca; i soggetti allergici dovrebbero quindi tenere chiuse le finestre e rimanere in casa durante i mesi primaverili ed autunnali, utilizzare condizionatori con filtro nei mesi più caldi, coprire naso e bocca con una mascherina durante le pulizie di casa.
Se evitare l’esposizione all’allergene non basta, la terapia farmacologica si fonda sostanzialmente sulla somministrazione di antistaminici, che riducono i sintomi.
La somministrazione di antistaminici può essere associata a corticosteroidi nasali e decongestionanti nei casi più persistenti. Gli antistaminici rappresentano il farmaco più utilizzato nella cura delle allergie e hanno diversi dosaggi e tempi di somministrazione a seconda del tipo di rinite.
L’effetto indesiderato più comune degli antistaminici è la sonnolenza. È quindi molto importante che non si assumano questi farmaci se si deve guidare o se si utilizzano macchinari che potrebbero rivelarsi particolarmente pericolosi.
Un altro tipo di trattamento è rappresentato dall’immunoterapia, che consiste nell’iniettare, in più volte, l’allergene diluito che scatena la rinite, in modo che l’organismo, e soprattutto il sistema immunitario, si possa abituare a questa presenza e non combatterla più come sostanza estranea. L’immunoterapia può durare da 3 a 5 anni e dà buoni risultati per quanto riguarda i sintomi della rinite allergica.