L’Omeopatia è una branca della medicina ufficialmente e universalmente riconosciuta. Essa cura ogni paziente secondo il principio basilare dell’individualità, ovvero la sua unicità psico-fisica ed analizza attentamente questa complessità allo scopo di focalizzare i primi momenti responsabili della patologia in atto.

La malattia infatti, per la medicina omeopatica, non è soltanto l’insieme di sintomi generali e/o localizzati, bensì il risultato di determinati fattori che dipendono dall’interazione tra una causa scatenante (che può essere di origine virale, chimica, fisica o psichica), il corredo genetico e la capacità reattiva del sistema psico-neuro-endocrino-immunitario del paziente, ovvero l’espressione del livello di salute dell’organismo. Ciò significa che per potersi sviluppare, una patologia ha bisogno anche di fattori predisponenti.
Quindi lo scopo dell’omeopatia non è solo quello di curare le malattie acute ma soprattutto quello di curare le predisposizioni patologiche acquisite od ereditate che stanno alla base delle malattie cronico-degenerative.

La patologia cronica di un paziente viene dunque curata dall’omeopatia non sintomaticamente, come avviene nella medicina convenzionale, ma curando la/le cause che l’hanno provocata. La prognosi in omeopatia dipende dal livello di salute del paziente che è deducibile dalla raccolta dell’anamnesi e dalla reazione al rimedio somministrato. Per approfondire rimandiamo al libro della Dott.ssa Giuliana Comin “Quello che non sai ancora dell’Omeopatia” e “Domande frequenti in omeopatia”.

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